Crisi epilettiche a grappolo

22 maggio 2026

Crisi epilettiche a grappolo e status epilepticus: quando rivolgersi subito a un ospedale veterinario

Le crisi epilettiche rappresentano una delle emergenze neurologiche più frequenti nei nostri pazienti. In particolare, le crisi a grappolo (più episodi convulsivi in 24 ore) e lo status epilepticus (una crisi che dura oltre 5 minuti o crisi ripetute senza pieno recupero della coscienza) sono condizioni che mettono seriamente a rischio la vita dell’animale.

Secondo il recente Consensus Statement ACVIM 2024, la gestione di queste emergenze richiede un approccio rapido, strutturato e spesso intensivo, che difficilmente può essere garantito al di fuori di un ospedale veterinario attrezzato.

Ritardi o trattamenti incompleti aumentano il rischio di danni cerebrali irreversibili, complicanze sistemiche e mortalità.

Perché il ricovero è fondamentale

  • Monitoraggio continuo: i pazienti possono necessitare di infusioni endovenose di benzodiazepine o altri farmaci anticonvulsivanti, che richiedono monitoraggio costante di parametri vitali.
  • Gestione delle complicanze: ipertermia, ipoglicemia, alterazioni elettrolitiche e problemi respiratori possono comparire rapidamente.
  • Trattamenti avanzati: nei casi refrattari servono anestetici generali (propofol, ketamina, barbiturici) e ventilazione assistita, procedure possibili solo in ospedale.
  • Diagnosi della causa sottostante: infezioni, intossicazioni, neoplasie o encefalopatie metaboliche devono essere ricercate e trattate in parallelo.

Promemoria per i proprietari

  • Quando chiamare subito l’ospedale:
  • crisi che dura più di 5 minuti;
  • due o più crisi in meno di 24 ore;
  • crisi ripetute senza che il cane/gatto torni vigile;
  • difficoltà respiratorie, mucose cianotiche, collasso.
  • Cosa fare a casa in attesa del trasporto:
  • mantenere la calma e mettere in sicurezza l’animale evitando traumi;
  • non introdurre oggetti in bocca e non tentare di bloccare la crisi;
  • se prescritto dal veterinario curante, somministrare la terapia “di salvataggio” (es. midazolam intranasale o diazepam rettale);
  • organizzarsi per il trasporto immediato in ospedale.

Promemoria per i colleghi veterinari

Quando non è possibile garantire ricovero e monitoraggio:

  • Stabilizzare in acuto con benzodiazepine (midazolam intranasale/EV, diazepam EV o rettale) secondo linee guida ACVIM;
  • Valutare precocemente la somministrazione di un secondo anticonvulsivante ;
  • Non attendere la refrattarietà: se le crisi persistono o recidivano, inviare il paziente in ospedale prima che entri in fase refrattaria, quando il trattamento diventa più complesso e rischioso;
  • Comunicare ai proprietari la gravità della condizione e l’importanza del ricovero per aumentare le probabilità di successo.

Checklist rapida: cosa fare e cosa non fare

✅ Proprietari: cosa fare

  • ⏱️ Se la crisi dura > 5 minuti o si ripete → chiama subito l’ospedale veterinario.
  • 🐕 Metti in sicurezza l’animale (pavimento libero, lontano da scale o oggetti pericolosi).
  • 💊 Somministra la terapia d’emergenza prescritta (midazolam intranasale o diazepam rettale).
  • 🚗 Prepara il trasporto immediato in ospedale.
  • 📞 Avvisa in anticipo la struttura che stai arrivando.

 


❌ Proprietari: cosa NON fare

  • ❌ Non mettere mani o oggetti in bocca all’animale.
  • ❌ Non cercare di bloccare i movimenti della crisi.
  • ❌ Non aspettare che “passi da sola” se la crisi dura troppo o si ripete.

 


✅ Colleghi: cosa fare

  • 💉 Somministra rapidamente benzodiazepine (midazolam IN/EV, diazepam EV o rettale).
  • ➕ Considera un secondo anticonvulsivante ad azione rapida.
  • 📈 Monitora temperatura, glicemia, ossigenazione.
  • 🚑 Invia il paziente in ospedale se le crisi persistono o recidivano.
  • 🗣️ Spiega chiaramente ai proprietari la gravità della condizione.

 


❌ Colleghi: cosa NON fare

  • ❌ Non ritardare il trasferimento in attesa di “vedere come evolve”.
  • ❌ Non usare protocolli incompleti senza monitoraggio adeguato.

 


👉 Messaggio chiave: ogni minuto conta. Solo in ospedale il paziente può ricevere cure intensive e monitoraggio continuo, aumentando le possibilità di sopravvivenza e recupero.


Cucciolo color crema
21 maggio 2026
La rottura del legamento crociato craniale (LCC) è una delle cause più frequenti di zoppia nel cane. Colpisce spesso animali di taglia media e grande, ma può verificarsi in qualsiasi razza ed età. La chirurgia rappresenta il trattamento di scelta, e la tecnica TPLO (Tibial Plateau Leveling Osteotomy) è oggi considerata una delle soluzioni più efficaci e stabili per restituire al cane una vita attiva e senza dolore. Cos’è la rottura del legamento crociato craniale? Il legamento crociato craniale è una struttura che stabilizza il ginocchio. Quando si rompe: • il cane manifesta dolore e zoppia, spesso improvvisa; • il ginocchio perde stabilità, peggiorando con il tempo; • si sviluppano fenomeni artrosici se non trattati. Perché avviene? La rottura può avvenire per: • degenerazione progressiva del legamento (non sempre un trauma acuto) • predisposizione anatomica (alcune razze più a rischio, es. Labrador, Rottweiler) • fattori come sovrappeso, conformazione del ginocchio, attività intensa Tecnica chirurgica: TPLO La TPLO è una procedura avanzata che prevede: 1. Un taglio circolare del piatto tibiale. 2. La rotazione del piatto tibiale per modificare l’angolo articolare. 3. La stabilizzazione con una placca metallica e viti. Questo elimina la spinta craniale della tibia, rendendo il ginocchio stabile anche senza legamento crociato. schema chirurgico semplificato della TPLO Vantaggi della TPLO • Stabilità articolare immediata • Recupero funzionale più rapido rispetto ad altre tecniche • Riduzione della progressione dell’artrosi • Risultati ottimi anche nei cani sportivi e di grossa taglia Riabilitazione e tempi di recupero • Riposo controllato nelle prime settimane • Graduale aumento delle passeggiate guidate • Fisioterapia e idroterapia consigliate per ottimizzare il recupero • Controlli radiografici programmati per monitorare la guarigione foto di paziente post-operatorio / radiografia di controllo. FAQ – Domande frequenti sulla rottura del crociato craniale e TPLO  Il mio cane guarirà completamente? Nella maggior parte dei casi, sì. Con la TPLO, il cane recupera una funzione quasi normale dell’arto e può tornare a correre e giocare. La TPLO è adatta a tutti i cani? È particolarmente indicata nei cani di media-grossa taglia o molto attivi. Per soggetti piccoli o con condizioni particolari possono esistere alternative chirurgiche. Quanto dura l’intervento e quando torna a camminare? L’intervento dura in media 1–2 ore. Già il giorno dopo molti cani appoggiano l’arto operato, ma il recupero completo richiede alcune settimane. Ci sono rischi? Come ogni chirurgia ortopedica, esistono rischi (infezione, complicazioni dell’impianto), ma con una corretta gestione e controlli veterinari sono rari. L’artrosi sparisce con l’intervento? No, ma la TPLO riduce notevolmente la progressione dell’artrosi e permette di mantenere una buona qualità di vita.
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